
L’autore
Nicolò Magliozzi
Junior HR Consultant
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“Da lunedì cambio vita.” “Dal mese prossimo mi metto a dieta.” “Dopo le ferie ricomincio da capo.” Frasi che abbiamo detto tutti, e di solito abbiamo anche disatteso. Eppure dietro queste frasI, che sembrano solo un modo elegante per procrastinare, c’è un fenomeno reale e piuttosto studiato in psicologia comportamentale: il Fresh Start Effect.
L’idea di fondo è che ci sentiamo più motivati a cambiare quando percepiamo di essere all’inizio di qualcosa. Un nuovo anno, un compleanno, un trasloco, un nuovo lavoro, il rientro dalle vacanze: sono tutti momenti che la nostra testa tratta come punti di ripartenza, anche se, a guardarli da fuori, non è cambiato oggettivamente nulla da un giorno all’altro.
Perché funziona
Il meccanismo è più semplice di quanto sembri. Nei momenti di transizione tendiamo a separare “chi eravamo ieri” da “chi siamo oggi”: gli errori, le abitudini sbagliate, gli insuccessi restano attaccati alla versione precedente di noi, mentre il presente sembra una pagina bianca, più facile da riscrivere. Ci si sente più capaci, più motivati ad agire in modo coerente con quello che ci si è prefissati.
Ecco perché le iscrizioni in palestra schizzano a gennaio, i corsi di formazione ripartono a settembre, e tante aziende scelgono proprio il rientro dalle ferie per lanciare nuovi progetti.
Il rientro dalle ferie è un’occasione da non sprecare
Nel contesto lavorativo, il rientro dalle vacanze è probabilmente il momento in cui il Fresh Start Effect pesa di più. Si torna con più energia mentale, una visione più larga delle priorità, e una disponibilità a rimettere in discussione il proprio modo di lavorare che nel resto dell’anno è più difficile trovare. È il momento giusto per introdurre nuove modalità di collaborazione, rivedere processi che non funzionano più, lanciare percorsi formativi, ridefinire gli obiettivi di team.
Il ruolo del team building
Il Fresh Start Effect, però, non è solo una questione individuale. Diventa un fenomeno collettivo quando è un intero gruppo a vivere insieme un’esperienza significativa, ed è qui che il team building, se progettato bene, trova il suo momento migliore: proprio al rientro dalle ferie.
Un’attività esperienziale ben progettata rompe le vecchie abitudini relazionali e costruisce un punto di partenza condiviso. Può diventare un’esperienza che faccia emergere davvero come il gruppo comunica, decide, reagisce agli imprevisti. E se a questo si aggiunge un momento di riflessione guidata, le persone non tornano al lavoro solo con un bel ricordo, ma con qualcosa di più concreto su cui costruire.
La vera sfida, trasformare l’entusiasmo in abitudine
Il Fresh Start Effect ha un limite chiaro: si affievolisce col tempo. La spinta iniziale, da sola, non basta a far durare il cambiamento. Serve un sistema che aiuti le persone a consolidare quello che hanno iniziato, che siano nuove abitudini di lavoro o nuovi modi di collaborare in team.
Le aziende che ottengono risultati duraturi, infatti, non si fermano al momento del rientro: continuano con formazione, coaching, feedback periodici, occasioni di confronto tra team. Il nuovo inizio diventa il primo passo di un percorso, non un episodio che si esaurisce in una giornata di team building.
Un’opportunità per le organizzazioni
Ogni anno le aziende spendono tempo ed energie per gestire il rientro dalle ferie, ma in pochi sfruttano davvero il potenziale psicologico di questo momento. Trattare settembre non solo come il mese in cui si riparte, ma come un’occasione reale per favorire nuovi comportamenti, rafforzare le relazioni e rilanciare gli obiettivi condivisi, fa la differenza rispetto al solito ritorno alla routine.
Il Fresh Start Effect racconta una cosa piuttosto intuitiva: cambiamo più facilmente quando sentiamo di poter ricominciare da capo. Il compito di chi guida un team è far sì che questa sensazione non si esaurisca dopo una settimana, ma diventi un vero punto di svolta.



