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Non servono Hyrox o maratone per stare in salute: come combattere la sedentarietà a lavoro

Sedentarietà in ufficio: come muoversi di più e stare meglio al lavoro

Ormai nei social anche il tuo collega o vicino di casa possono apparire come atleti irraggiungibili. Torni a casa stanco dopo ore in ufficio, apri il cellulare e vedi l’ennesimo post della maratona appena corsa dall’amico di turno, oppure del famigerato Hyrox portato a termine dal collega senza figli a casa.

È facile scoraggiarsi e percepire l’obiettivo dello stare in salute come distante, ma senza nulla togliere a chi partecipa a queste gare, per far stare meglio il proprio corpo e la propria mente basta molto meno.

Contrastare la sedentarietà in ufficio non significa necessariamente dedicarsi ad allenamenti intensivi: spesso sono le piccole abitudini quotidiane a fare la differenza.

Attività fisica e lavoro sedentario: non è una gara, è la costanza

Se pensi che per annullare i danni di otto ore passate incollato alla sedia serva un allenamento estenuante, puoi tirare subito un sospiro di sollievo.

Una delle più grandi metanalisi globali sul tema ha dimostrato che 60-75 minuti al giorno di attività fisica moderata possono compensare il maggior rischio di mortalità associato a molte ore trascorse seduti.

Non stiamo parlando di sollevamento pesi o corse all’alba. Parliamo di una bella camminata a passo svelto, di un giro in bicicletta o di un po’ di giardinaggio.

Come inserire più movimento nella giornata lavorativa?

  • Se puoi, vai al lavoro a piedi o in bici.
  • Se usi i mezzi, scendi una fermata prima.
  • Se guidi, parcheggia volutamente lontano.

Per favorire ciò, l’azienda può garantire flessibilità oraria ai dipendenti, in modo da permettere loro di gestire i propri orari, facilitando l’inserimento di una passeggiata in pausa pranzo o di un allenamento prima o dopo l’orario di lavoro, senza l’ansia del cartellino da timbrare al minuto.

Micro-pause in ufficio: la pillola del movimento di 5 minuti

Se 60 minuti tutti insieme ti sembrano tanti, c’è anche una strategia complementare da distribuire durante la giornata lavorativa.

Un recente studio ha cercato la “dose” di movimento più efficace per contrastare i danni metabolici dell’ufficio. Il risultato? Una strategia particolarmente efficace consiste nel fare 5 minuti di camminata leggera ogni 30 minuti trascorsi seduti.

Prendi l’abitudine di alzarti ogni volta che devi fare o ricevere una telefonata, trasforma le tue call in piccole passeggiate per i corridoi dell’ufficio.

Spiega all’azienda quanto possa essere utile introdurre la cultura delle micro-pause e, soprattutto, normalizza il movimento: alzarsi per sgranchirsi le gambe durante un lungo meeting non deve essere visto come un atto di scortesia, ma come una buona pratica da incoraggiare.

Benessere sul lavoro: meno dolori, più energia e produttività

Fino a qui abbiamo parlato di salute fisica, ma perché un’azienda dovrebbe preoccuparsi così tanto di quanto stanno seduti i propri dipendenti?

La risposta si riassume in una parola: presenteismo.

Il presenteismo è quel fenomeno per cui un dipendente è fisicamente alla scrivania, ma è deconcentrato, affaticato o distratto da piccoli dolori muscolo-scheletrici (il classico mal di schiena da ufficio).

Studi autorevoli suggeriscono che gli interventi per ridurre la sedentarietà sul lavoro possono contribuire a migliorare il benessere e la capacità lavorativa, con possibili benefici anche sul presenteismo e sull’assenteismo.

Le persone possono sentirsi più energiche e migliorare la loro workability, ovvero la capacità di lavorare bene. È un potenziale ritorno sull’investimento (ROI) per le risorse umane.

Un investimento che deve però essere significativo: non basta più fare semplice “educazione”. Inviare newsletter sulla salute o organizzare un seminario annuale rischia di avere un impatto limitato se l’ambiente circostante non cambia.

Ragion per cui, spesso può essere necessario un intervento più radicale per massimizzare il cambiamento.

Active Design: cambiare l’ambiente di lavoro per cambiare le abitudini

Gli interventi che agiscono su tutto il contesto lavorativo possono favorire la creazione di abitudini durature.

Per quanto utili e consigliate, non basta comprare delle bellissime sedie ergonomiche o le innovative scrivanie sit-stand: serve creare un ambiente di lavoro che favorisca naturalmente il movimento.

L’azienda può modificare in modo intelligente gli spazi.

Un esempio? Rimuovere i piccoli cestini della spazzatura sotto le scrivanie e creare un’unica isola ecologica centralizzata.

Stessa cosa per le stampanti o le macchinette del caffè: posizionarle in punti strategici incoraggia le persone ad alzarsi e camminare per raggiungerle.

Le policy e il design degli spazi funzionano meglio se i manager danno il buon esempio, magari proponendo in prima persona riunioni in piedi, attorno a tavoli alti, che possono favorire incontri più brevi e dinamici.

Come combattere la sedentarietà in ufficio con piccole abitudini quotidiane

In conclusione, non sentiamoci inferiori o invidiosi dei colleghi che sono sempre a rincorrere il nuovo record personale nella maratona di paese o che hanno postato l’ennesima foto allo specchio con l’addominale scolpito.

Il loro atletismo può essere ammirabile e d’ispirazione, ma per stare in salute, sentirsi bene con il proprio corpo e avere più energie basta fare con costanza delle piccole scelte quotidiane: usare la bicicletta, camminare un po’ di più, sgranchirsi durante le pause, ecc.

Se il singolo ci mette la buona volontà e l’azienda ci mette l’ambiente giusto, migliorare la propria salute diventa la cosa più naturale del mondo.

Anche e soprattutto in ufficio.

Fonti e approfondimenti scientifici

  1. Ekelund, U., et al. (2016). Does physical activity attenuate, or even eliminate, the detrimental association of sitting time with mortality? A harmonised meta-analysis of data from more than 1 million men and women. The Lancet.
  2. Duran, A. T., et al. (2023). Breaking Up Prolonged Sitting to Improve Cardiometabolic Risk: Dose-Response Analysis of a Randomized Crossover Trial. Medicine & Science in Sports & Exercise.
  3. Grimani, A., et al. (2019). The effectiveness of workplace nutrition and physical activity interventions in improving productivity, work performance and workability: A systematic review. BMC Public Health.
  4. Dillen, H., et al. (2023). What it takes to reduce sitting at work: a pilot study on the effects of a multicomponent intervention. BMC Public Health.

L’autore

Filippo Bontempo
Junior HR Consultant
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